Storie di comunità resistenti
Parte 3 – Organizzarsi dal basso per affrontare le criticità del territorio

“Q

ui abbiamo un problema di migrazione” mi spiega Rassoul
“Fino a qualche anno fa con 650 CFA (cca. 1 euro) acquistavi pesce per quattro persone, praticamente tutta la famiglia. Con 1000 CFA potevi già acquistare pesce di qualità.
Negli ultimi 15 anni sono arrivati gli altri paesi, prima la Francia e ora la Cina, loro vengono nel mare senegalese e rastrellano tutto il pesce.

“I pescatori non hanno più pesce, spesso non recuperano nemmeno i soldi della benzina consumata in mare. Questi ragazzi conoscono solo il mare, non sanno coltivare; per cui decidono di andarsene.

Vedono la Spagna e l’Italia e vogliono andare lì. Le migrazioni quindi sono causate dagli interessi economici ed è responsabilità dell’Europa e di altri paesi.
E qualcuno in questi paesi addossa la colpa ad Al Qaeda o ai trafficanti di organi”

“Ora voglio impegnarmi nel rafforzare le filiere agricole senegalesi”, mi commenta Rassoul. “Per esempio, ho visto che la fragola cresce bene in Senegal, però per coltivare le fragole bisogna importare le piante dall’Europa. In questo modo non si riduce l’emigrazione.”

 

ESTRAZIONE DELLE RISORSE

«Qui produciamo manghi, con 650 CFA è possibile comprare 5 kg di mango e si vende anche la marmellata che costa 1200 CFA, ma non viene prodotta localmente, viene importata dall’Europa.
Chi fa questo gioco non vuole che una persona resti a casa sua.
Noi andiamo a lavorare all’estero per trasformare i frutti della nostra terra che poi vengono rivenduti nel nostro paese. E io ho sempre pensato come si può impedire ciò? .
Voglio capire come produrre i nostri semi per creare una filiera locale, perché per lottare contro l’emigrazione dobbiamo liberarci delle catene che ancora ci tengono ancorati.

RICATTO ECONOMICO

Oltre alla predazione delle risorse, il Senegal soffre le conseguenze del ricatto economico francese di eredità post-coloniale, rappresentato dal franco CFA. 

“il Franco CFA è inutile. I paesi più potenti dell’Africa: Africa del Sud e l’Angola, la Nigeria, il Kenya e l’Etiopia, 4° potere militare africano; nel nord il Marocco, l’Algeria, la Tunisia che producono petrolio. Tutti questi hanno la propria moneta, non il CFA. La catena francese formata da Senegal, Costa d’Avorio, Niger, Ciad ecc., comprende i paesi più miserabili del mondo, il Niger è il primo produttore di uranio, è il terzo paese più povero del mondo, in Ciad non ci sarà mai pace. Pensa al Congo, ha tutto e non vale niente. In Senegal ora hanno scoperto il petrolio e vedremo cosa succede. Il Senegal è un punto strategico fondamentale per il commercio, è il paese più esposto sull’oceano, da qui partivano le navi degli schiavi per le Americhe.»

L’IMPEGNO DI GREEN SENEGAL

Green Senegal è composto da un team di esperti locali che si occupano di attività di formazione, ricerca e sviluppo in Senegal. Abbiamo incontrato Sidy per farci raccontare la loro esperienza.

«I nostri obiettivi sono di migliorare la sicurezza alimentare e contribuire alla lotta alla povertà, promuovere la ricerca-azione in agricoltura sostenibile, conservare le risorse naturali, proteggere l’ambiente e la biodiversità e sostenere le comunità di base rafforzando le loro capacità di leadership, gestionali e finanziarie. Attualmente abbiamo stretto un partenariato con l’organizzazione belga SOLSOC per sviluppare 20 iniziative di Economia Sociale e Solidale a favore della promozione delle organizzazioni comunitarie di base»

RAFFORZARE LE COMUNITA’

“Le principali problematiche che incontriamo riguardano la disponibilità di mezzi e competenze per portare avanti i progetti. Soprattutto nella zona interna del paese, dove le condizioni per sviluppare attività di produzione agricola sono più difficili, bisogna migliorarne le capacità delle comunità. Uno dei problemi principali si ha per l’approvvigionamento dell’acqua; per trovare l’acqua nell’entroterra occorre scavare pozzi molto profondi, diversamente dalla zona costiera dove l’acqua si trova più in superficie.
In generale manca la capacità di gestire ed amministrare i progetti e le finanze autonomamente da parte delle comunità, per cui è necessario fare attività di formazione su questi aspetti”

PROGETTI DI GREEN SENEGAL

“Abbiamo progetti sull’economia blu per creare coalizioni tra gli attori d’interesse affinché collaborino nel gestire le attività della filiera. Abbiamo contribuito alla creazione di una Piattaforma nazionale costiera e marittima per rendere sicuri i mestieri dell’economia marittima, con lo scopo di migliorare la vita delle persone e favorire la tutela dell’ambiente.
L’ultimo progetto che abbiamo avviato riguarda la sensibilizzazione delle comunità nei luoghi dove è stata rinvenuta la presenza di petrolio in Senegal.»

«Nell’ambito agricolo abbiamo constatato la necessità di avere mezzi per conservare gli alimenti. Durante la stagione delle piogge non possiamo coltivare. L’assenza di scorte nella stagione successiva, per l’incapacità di conservare a lungo i cibi, provoca una carenza di alimenti che si aggrava con la siccità. In questo periodo aumentano le importazioni e i prezzi in quanto non c’è concorrenza. Queste dinamiche aggravano il problema della fame ed il fenomeno dell’emigrazione.»

«Per noi è molto importante l’inclusione sociale femminile e dei giovani. Attraverso i nostri progetti rafforziamo le capacità gestionali, finanziarie e tecniche di gruppi di giovani e donne, attraverso il trasferimento di conoscenza, per creare imprese sociali in diversi settori quali la produzione di sementi agricole, la trasformazione dei prodotti agricoli e della pesca e la loro commercializzazione.»

 

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