Agricoltura

La piaga della malnutrizione affligge 1 essere umano su 9. Se a questo aggiungiamo i dati sull’accesso a fonti d’acqua potabile, il quadro è allarmante. Il progresso nelle tecniche di produzione di cibo ed ottimizzazione delle risorse idriche è una fra le poche soluzioni in grado di contrastare questa situazione, ma troppo spesso si rivolge alle fasce più alte della popolazione mondiale. Proprio su questo aspetto opera la nostra “Agriculture Unit”, nata da Bloom Project, offrendo soluzioni low-tech a basso costo per costruire sistemi di coltivazione idroponica.

Il sistema “Agritube” permette infatti di coltivare fino a 240 piante con 500 Litri d’acqua, utilizzando materiali reperibili localmente e su qualunque terreno. L’apporto tecnologico è minimo, così da rendere il sistema fruibile anche per coloro che non hanno ricevuto educazione. Un pannello solare fornisce l’energia necessaria per il funzionamento dell’impianto, rendendolo così adatto anche a contesti rurali off-grid. La tecnologia è in costante sviluppo, entro la fine del 2020 saremo pronti ad aggiungere al sistema “Agritube” altre soluzioni per la coltivazione fuori suolo in contesti di emergenza. 

Bloom Project è presente nei Paesi africani del Senegal, Kenya, Madagascar e Costa D’avorio. I laboratori di ricerca si trovano invece all’Università di Padova presso il Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente.

Bloom Project

Agricoltura / Digital Maker & Design Thinking

Energia

Nel mondo esistono 1,2 Miliardi di persone che non hanno accesso all’energia. Sono persone che vivono “off-grid”, cioè tagliate fuori dalla rete energetica nazionale: le uniche alternative sono l’approvvigionamento illegale o i combustibili fossili. Le case sono buie, ove possibile i bambini vanno in strada per studiare sfruttando la luce dei lampioni. In altri luoghi, semplicemente la luce dopo il tramonto non esiste. Liter Of Light è un movimento internazionale che si propone di portare la luce là dove non c’è, condividendo il know-how su come costruire e riparare lampade solari utilizzando materiali riciclati e di scarto. Partito dalle favelas del Brasile, il network di Liter Of Light conta ora più di 20 sedi nazionali sparse in 3 continenti del mondo.  

La tecnologia che sta dietro ai sistemi di illuminazione è semplice, economica e riparabile: in questo modo si dà sostenibilità nel lungo periodo agli interventi sul campo per illuminare le comunità off-grid. Liter Of Light offre 4 soluzioni: LIGHTBOX (lampada portatile), HOMELIGHT SOLUTION (illuminazione interna), STREETLIGHT (lampioni), SOLAR CHARGER (caricatori solari per cellulari).

Liter Of Light Europe – Italia

Energia / Social Impact

Sviluppo urbano

Dall’emergenza abitativa al social housing. Il moderno vivere è sempre più assimilabile a quello di emergenza. Le caratteristiche di questo vivere necessitano un’ampia adattabilità e allo stesso tempo un elevato comfort.
Sono richieste semplicità, rapidità di costruzione e utilizzo, insieme ad elevate prestazioni ambientali e di comfort,oltre ad una forte adattabilità a diversi ambienti e climi con il mantenimento di elevati standard qualitativi.

Coming Soon…

CUSTHOME

Sviluppo Urbano / Social Impact

Valutazione per la
rigenerazione urbana

“Nel suo significato etimologico, il termine valutazione rinvia all’idea di attribuire un valore, di dare un peso, stimare, avere in considerazione.” 

E’ proprio con questo proposito che nasce l’Ameba del Valore, uno strumento sperimentale che propone una valutazione multidimensionale dei processi rigenerativi, spaziando tra aspetti qualitativi e quantitativi e catturando le varie sfaccettature che rappresentano il cambiamento generato nel e dal processo.

L’Ameba del valore è una metodologia da applicare ai processi rigenerativi nati attraverso una libera e spontanea appropriazione di luoghi o guidata da un’iniziale definizione di obiettivi, azioni e attori. Uno strumento che fornisce una risposta ai principali bisogni di monitoraggio, misurazione e comunicazione del valore generato nei processi rigenerativi, attraverso un approccio ibrido tra la misurazione del valore generato e la sua efficace restituzione verso l’esterno. 

In ultima analisi, la modellizzazione di un processo che possa essere utile all’auto-apprendimento di comunità, e che possa quindi essere replicato autonomamente e indipendentemente dalle stesse in un secondo momento. L’obiettivo dell’Ameba è quello di andare oltre la mera e analitica misurazione dell’impatto prodotto da un processo rigenerativo, bensì di impostare un processo più ampio e a monte, volto a comprendere assieme alla comunità di riferimento qual è il cambiamento che sta (o meno) generando e formulare così la sua definizione di valore prima di andare a misurarlo secondo gli indicatori ed i sotto-indicatori sviluppati nell’ambito della rigenerazione urbana. 

L’Ameba nasce nel 2019 da due studentesse del Master U-Rise dell’Università IUAV di Venezia e viene testata inizialmente presso le esperienze rigenerative dell’Asilo Filangieri di Napoli e di CasciNet, a Milano. Ora è alla sua terza replicazione, a Torino.

Progetto ideato e sviluppato da Veronica Magli e Ginevra Sarfatti.

Qui i casi studio alla base dello strumento:

Caso Studio Napoli

Caso Studio Milano

Design thinking
& M
aking

L’applicazione del design thinking dimostra che si può arrivare all’innovazione solo grazie a un processo di progettazione che metta al centro l’essere umano (human centered) e consideri la complessità dei contesti sociali, umani ed economici. 

L’obiettivo della unit è innescare processi di innovazione che siano human centered, attraverso le metodologie e gli strumenti del Design Thinking, e di progettare, prototipare e testare delle soluzioni anche avvalendosi degli strumenti di digital fabrication.

La unit utilizza per questo uno strumento sviluppato internamente l’IoT Design Deck, un metodo di co-design che permette di introdurre soluzioni connesse e “smart” all’interno dei progetti, consentendo di superare le barriere legate alle competenze tecnologiche e favorendo il dialogo tra esperti, soggetti coinvolti e stakeholders. Per elaborare soluzioni alternative inoltre, è fondamentale sviluppare prototipi fisici e/o digitali da testarle con gli utenti finali per arrivare alla co-creazione di veri e propri prodotti. Grazie ai laboratori del nostro partner Famo Cose, possiamo in questa fase avvalerci degli strumenti di digital fabrication come stampanti 3D, taglio laser, CNC. La unit contribuisce anche alla realizzazione delle soluzioni per exhibit interattivi, per supportare l’attività di comunicazione di GIN.

Vedi anche:

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