Storie di comunità resistenti
Parte 2 – La Storia di Rassoul

A

ddentrandosi nella brousse si arriva a Keur Moussa, un piccolo villaggio rurale dove le condizioni di vita sono molto difficili. A Keur Moussa vive Rassoul, un’anziano Marabou del villaggio che nel 1992, tornato dall’Italia, ha acquistato un terreno e ha avviato un’attività agricola.

Rassoul non è solo un agricoltore, ma è anche una guida spirituale Befall per molti giovani della comunità locale e la sua vita è una testimonianza importante del percorso che molti senegalesi, donne e uomini nati nelle zone più remote del paese, sono spinti ad intraprendere per cercare migliori condizioni di vita 

BEFALL

Incuriosito, chiedo a Rassoul in cosa crede e cosa significa essere un Marabou. 

“La religione Befall è a parte, non centra con i musulmani”, mi spiega Rassoul, “i musulmani spesso non considerano i Befall loro fratelli. Befall è per l’onestà, essere Befall significa non raccontare bugie. A un Befall non è permesso fare del male agli altri esseri viventi, ingannare gli altri o rubare e non gli è permesso raccontare bugie. Un Befall non segue le pratiche musulmane, non pratica il Ramadan e non prega, perché la preghiera è personale; ma un Befall è sempre pronto e disposto ad aiutare un suo fratello, a sacrificarsi e a morire per lui.”

Il Marabou è la guida spirituale del culto Befall, egli tramanda la conoscenza verbale della fede ai suoi allievi e allo stesso tempo si prende cura della comunità al suo intorno.

IL VIAGGIO DI RASSOUL

Era il 1986, quando Rassoul arrivò in Italia. Fu difficile per lui abituarsi alla nuova cultura, ma, sostenuto dalla sua fede, lavora duramente ed intraprende una nuova vita. Fa molte esperienze nel settore agricolo, poiché ha sempre desiderato tornare un giorno a coltivare la sua terra. Affrontando le difficili sfide del suo percorso, pieno di razzismo e paura, senza mai abbandonare la sua fede, un giorno Rassoul incontra il Papa stesso, Giovanni Paolo II, presso Castel Gandolfo. 

“Io non sapevo che lui fosse il Papa”, mi dice Rassoul, “l’ho incontrato e ho parlato con lui e mi ha detto che conosce la religione Muridia, del tutto viene da Dio e tutto ritorna a Dio, parte della mia spiritualità, e la trova concorde con gli insegnamenti della religione cristiana”.

Dopo qualche anno Rassoul decide di tornare in Senegal, in quanto sentiva il bisogno di prendersi cura della propria terra e della comunità.

LA FATTORIA DI RASSOUL

“Ho deciso di tornare perché ho capito che da noi è più facile vivere per certi aspetti. Ci sono tanti problemi e tanta povertà, ma se si trova un equilibrio è più facile vivere qui e ciò vale per persone di qualsiasi colore della pelle. In Italia puoi avere i mezzi per fare molte cose, ma alcune sono più difficili. Da noi mancano i soldi e i mezzi, ma abbiamo le persone, la nostra società è fondata sulla relazione tra le persone. Abbiamo un forte senso di comunità che ci porta ad aiutarci a vicenda. In Europa vale il potere della firma e di ciò che è scritto, in Senegal vale il potere della parola, le cose vengono tramandate con la parola e ciò si basa sulla fiducia reciproca tra le persone. È una cultura molto diversa.”

“Le prime difficoltà le ho avute con l’acqua. Non sapevo come costruire il pozzo, ogni settimana chiedevo al consorzio idrico, ma non sono mai venuti. Un giorno incontrai un anziano della mia comunità che mi disse di saper scavare un pozzo ma di non aver più le forze, e io gli chiesi di aiutarmi con la sua conoscenza perché io avevo le forze di farlo. Iniziammo a scavare, ma arrivati a 5 metri di profondità senza trovare l’acqua, l’anziano scomparve.

Avevo ormai finito i soldi e tornai a lavorare in Italia. Dopo un anno ripresi a scavare il pozzo e, dopo quattro anni sono riuscito a trovare l’acqua a 23 metri di profondità.

Purtroppo però quel pozzo non era sufficiente. Iniziai a coltivare e qualche anno tornavo in Italia a lavorare per poter fare un nuovo pozzo e ampliare la mia fattoria”

LA COMUNITA’ DI RASSOUL

Grazie alla sua dedizione e dei suoi allievi, che lavorano con lui e seguono i suoi insegnamenti, oggi la fattoria di Rassoul appare molto diversa rispetto alle fattorie locali, in quanto dotata di un’elevata biodiversità. Essa inoltre rappresenta un punto di riferimento per i giovani della comunità di Keur Moussa. Oggi Rassoul vorrebbe tornare in Italia per cercare nuovi mezzi, tuttavia non vuole partire, perché sente che deve rimanere per rafforzare la sua comunità

 

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